COLTIVAZIONE DEL TARTUFO A TERUEL

Il tartufo nero, il diamante nero. Ha bisogno di essere coccolato con inverni freddi, terreni ben drenati ed estati asciutte. Proprio quello che offre la nostra provincia di Teruel.

A questo si aggiunge un'altitudine compresa tra 800 e 1.300 metri e una morfologia del terreno che storicamente ha complicato altri tipi di colture, ma che a sua volta è perfetta per lo sviluppo di micorrize che vanno dal fungo agli alberi corrispondenti (lecci, querce o querce spinose).

Non è un caso che nella provincia di Teruel ci siano più di 7.000 ettari dedicati alla sua coltivazione, tutti distribuiti in un centinaio di comuni.

Questo impegno ha aiutato l'Aragona a diventare uno dei principali produttori mondiali di tartufo.

Quando si parla di tartuficoltura a Teruel, è impossibile non menzionare Sarrión. Situata a Gúdar-Javalambre, è nota soprattutto per essere la capitale del tartufo nero. Si dice che la zona circostante sia un importante produttore di Tuber Melanosporum, e praticamente tutti i suoi abitanti sono legati al settore, direttamente o indirettamente.

Ogni anno si tengono eventi legati a questo prodotto, come la FITRUF, la Fiera Internazionale del Tartufo, che attira professionisti, chef e acquirenti da tutto il mondo.

LE CHIAVI DELLA COLTIVAZIONE?

Sebbene ogni area di coltivazione sia unica, la coltivazione del tartufo a Teruel segue generalmente alcune linee guida comuni:

- Selezione del terreno: deve avere terreni calcarei, con un buon drenaggio, una consistenza sassosa e un pH elevato.

- Gestione del terreno: controllo delle erbe infestanti, mantenimento di una specifica e limitata competizione vegetale e lavorazione superficiale.

- Irrigazione e gestione dell'acqua: molte piantagioni optano per l'irrigazione a goccia per garantire una produzione stabile, soprattutto durante le estati secche.

- Potatura e gestione degli alberi: è necessario bilanciare produzione e vigore, favorendo l'aerazione e la penetrazione della luce.

- Controllo di parassiti e fauna selvatica: la protezione da animali come cinghiali e conigli è essenziale.

- Pazienza: una piantagione di questo tipo inizia la produzione dopo 5-7 anni, con un picco di produzione intorno ai 10-12 anni se la gestione è stata adeguata.

MOTORE DI SVILUPPO E OPPORTUNITÀ

La tartuficoltura si è rivelata perfetta per rivoluzionare l'area rurale di Teruel. Ha creato nuovi posti di lavoro, attratto una popolazione stabile e favorito la crescita di nuove attività nei settori vivaistico, della consulenza tecnica, della lavorazione e della commercializzazione, oltre a sviluppare un fiorente settore turistico legato al tartufo, basato su escursioni sul campo, degustazioni e incredibili esperienze gastronomiche.

Per chiunque stia pensando di investire in una piantagione, Teruel offre una combinazione molto interessante: condizioni naturali perfette, una vasta conoscenza tecnica, una rete di produttori già consolidata e un forte marchio regionale associato al tartufo.

L'unico inconveniente è che si tratta di un processo di coltivazione a medio-lungo termine che richiede un'attenta pianificazione, una consulenza economica e una gestione professionale.

Quindi, grazie a questa ampia gamma di opportunità, Teruel è più di una semplice attività; diventa una reinterpretazione del territorio, valorizzandone il clima intenso e i terreni poveri, trasformandoli in un incredibile "oro nero" che ogni anno conquista sempre di più i cuori dell'alta cucina.

 

MOTORE DI SVILUPPO E OPPORTUNITÀ
MALATTIE, PARASSITI E TARTUFI INTRUSIVI

MALATTIE, PARASSITI E TARTUFI INTRUSIVI

Per garantire che questo prodotto sia di così alta qualità, oltre a studiare attentamente il luogo di impianto e il clima, ad esempio, è essenziale anche affrontare problemi minori come la comparsa di piccoli parassiti, poiché questi possono ridurre la produzione di melanosporum.

Per fare questo, è necessario essere vigili e controllare:

- Cinghiali e roditori che scavano e mangiano i tartufi.

- Funghi che possono danneggiare le radici e indebolire l'albero.

- Escludere specie come il Tuber brumale dall'area di crescita del tartufo.

- Adattare le pratiche di potatura, irrigazione e gestione del terreno per contrastare la presenza subdola dei tartufi nel sottosuolo.

QUALITÀ, DEGUSTAZIONE E LOTTA ALLE TRUFFE

Un aspetto di cui si parla raramente, ma che è bene sapere per prodotti preziosi e costosi come questo: come si definisce la qualità di un tartufo? A Teruel, esiste un panel di degustazione per questo prodotto che si basa su aroma, sapore e consistenza – noti anche come criteri organolettici – per andare oltre una semplice classificazione per dimensioni e forma.

Abbiamo anche il progetto "Tartufo Nero d'Aragón" che, per aumentare la trasparenza, promuove un osservatorio del tartufo e i suoi standard di qualità, e per combattere frodi come l'etichettatura errata o l'uso di aromi sintetici.

E una delle novità più importanti, che sarà presto implementata, è l'Indicazione Geografica Protetta (IGP), che stabilisce una serie di requisiti riguardanti l'origine, la specie e le caratteristiche del prodotto venduto con questa denominazione.

TURISMO DEL TARTUFO AUTENTICO

È possibile vivere diverse esperienze, come "Vivere il Tartufo", che include conferenze informative sulle diverse specie, la loro conservazione e le frodi del mercato, oltre a un'escursione in campagna.

Il Living Lab Teruel, accanto al Truffle Experience Park, consente di visitare piantagioni, aziende e il suo museo Tuber Universum, creando un collegamento tra il visitatore e l'intera filiera, non solo la ricerca del tartufo.

È anche possibile trovare alloggi specializzati, come quelli legati al tartufo nero, che offrono soggiorni unici e completi incentrati sulla cultura del tartufo.

Questo tipo di turismo è più tecnico e didattico, aiuta a diversificare il reddito delle aziende agricole e a spiegare alle persone tutto il lavoro che c'è dietro l'arrivo del tartufo nel loro piatto.

TURISMO DEL TARTUFO AUTENTICO

Sconto di 5€ sul tuo primo acquisto!

Dal 1 febbraioal 15 novembre